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LA VALENZA ARTISTICA DI VINCENZO CHIANESE

              Vincenzo Chianese, nasce a Parete (CE) il 19 marzo del 1960. Rimasto orfano allfeta' di 9 anni, in un primo momento si chiude in se stesso. Ma, a lungo andare, scarta lfidea di legarsi al mutismo per fronteggiare i problemi esistenti, lottando con tutto se stesso per emergere dalla nera prospettiva della sua vita, cercando il suo posto nel mondo. Il suo ambizioso sogno, quindi, nasce dal dolore e dalla solitudine e lo coltiva sin da piccolo, quando capisce che il suo nome poteva restare nella storia. Infatti, da subito si nota la sua grande abilità di pittore, scultore, disegnatore e restauratore, palesando un infinito talento creativo. Avendo lfarte nel sangue, la sua bravura nel corso degli anni e' cresciuta sempre di piu', grazie anche al fatto che la sua tendenza artistica era alla ricerca di qualcosa di nuovo. Nello svolgere con competenza, umilta' e umanità la professione di restauratore, ha voluto fortemente dare una impronta allfarte e a cio' che effettivamente essa e'. La sua abilità artistica, risulta, quindi, unica nel suo genere in quanto e' svolta con una tecnica di esecuzione intesa nel suo duplice significato di Pennello - Fuoco – P.F.

              Attraverso la conoscenza dei segmenti del legno e lo studio delle sue venature, connesso allfanalisi delle interessanti proprietà dei nodi, il P.F. viene realizzato attraverso una procedura che tiene conto del-le varie fasi del fuoco, come il rumore, lfaccostamento, il calore, la direzione e lfobiettivo. Le sue opere, impresse a fuoco, non possono assolutamente essere riprodotte e, pertanto, sono sempre uniche, anche avendo il mede-simo soggetto. Proiettate nella espressione dei confini e dello spazio, esse si intrecciano, per fondersi e con-fondersi, in una simbiosi armonica ed equilibrata di ombre e chiaroscuri, che riflettono e rispecchiano il muoversi del nostro tempo. La cosa interessante e' quella che Chianese non si e' avvalso dellfinsegna-mento delle scuole dfarte, ma con la sua genialita' ed intuizione, e' giunto da autodidatta a definire lo stacco esistente tra lfarte astratta e lfimmagine visiva. Chianese, dunque, realizza lfopera con la tensione che fermenta lfautenticita' spirituale. I suoi quadri e sculture, fuori dagli schemi, sono di notevole valore artistico. Il suo talento lo ha fatto giungere alla sua primaria geniale intuizione, scaturita nel corso delle sue lunghe riflessioni, giungendo ad un tipo dfarte molto particolare. I suoi lavori, non propriamente dipinti, sono la trasmutazione del pensiero che va oltre la materia. Da sempre legno e fuoco sono evidenti antagonisti, che si distruggono a vicenda, invece, Chianese è giunto con delicatezza ed arte ad attraversare il legno, facendoli congiungere, sposandoli, studiandoli e tirando fuori da esso la opera. Infatti, le sue mani seguono la rotta del pensiero, avvalendosi anche di tutti gli elementi a sua disposizione: vista e udito, ma, attraverso il fuoco, va ad imprimere ed attraversare la materia legnosa per focalizzare la figura che lui vuole realizzare. Tutto cio' avviene senza il tatto materiale dellfattrezzo, che non cfè. Il Maestro Vincenzo Chianese, dimostra, inconfutabilmente, lfautenticita' dellfimpiego delle sue capacita' artistiche, rappresentando le sue opere, dallfimpronta decisa, con la materia che, dopo aver subito il fuoco, vanno ad una sorta di mummificazione.

              In definitiva, chi e' questo poliedrico personaggio?

              Ef un uomo serio e infaticabile con la gran voglia di essere, di cose vere, di vita reale, di emozioni pure, che affronta temi che non risultano patetici, traslucidi e sorpassati, dei quali ne abbiamo la nausea. I suoi temi sono freschi, attuali e lfatmosfera che infonde nelle sue opere dalla connotazione che non può essere abbinata ad alcuna esistente, la si puo' definire unica, inquadrandola come arte trasmessa dal passato che si proietta nel futuro: PASSATO-FUTURO – P.F..

              La sua competenza professionale e' senza false retoriche. Pertanto, gli chiedo in che modo e' approdato a questo modo di fare dellfarte: gHo iniziato solo per passione quanto ero ancora un bambino – afferma Chianese - ma mai portata alla luce perche' prematura. Dopo un lungo studio, dove il tempo ha fatto da maestro, verso i trentfanni, finalmente sono giunto a realizzare quello che il mio pensiero determinava e cioe', imprimere la figura senza tatto e senza toccare la materia. In ogni caso, anche se ventfanni fa il mio pensiero era giunto allfarrivo, realizzando alcune opere, volevo lasciare allo studio del tempo, per cinque sei anni, quale potesse essere  il comportamento di questi due elementi : legno e fuocoh.

              Gli chiedo quali sono le sue prospettive e, con molta umilta', propria dei grandi, mi risponde: gMigliorare la tecnica, senza dimenticare le origini: spontaneità e semplicita'.

              Dallfindomabile spinta interiore il maestro Vincenzo Chianese, trasmette energia di moto e di pensiero nei quali  si percepisce non solo lfarte che diventa ispirazione di vita, ma si sente, forte e decisa, lfimpronta vulcanica dellfidea del futuro che il Mondo moderno ha bisogno. Non poteva essere diversamente visto che nelle sue vene arde la fiamma dellfarte, nella quale ha dimostrato grande professionalita', grazie alla molteplicita' delle sue attitudini. In particolare, si deve riconoscere a Vincenzo Chianese il merito di aver fatto emergere, dalle sue tendenze dfarte, lforiginalita' delle sue opere dove traspare la naturalezza che illumina le cose e risalta lfarmonia della carica, anche poetica, dalla quale emerge il fermento interiore che appaga lfesistenza dellfuomo. Allusiva di ciò è la trascendenza della sua opera che raffigura la Sacra Sindone, dallfessenza impalpabile e metafisica del vero, dove il linguaggio, audacemente futuribile, sdoppia le durezze della crudeltà  dellfaccaduto al Cristo.

                                                                                              Principia Bruna Rosco

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VINCENZO CHIANESE gLa magia del fuocoh

             Da una ricerca approfondita della storia della umanità, per quanto riguarda lfutilizzo del fuoco, si rileva che era impiegato solo per fini prettamente domestici o per riscaldarsi. Ma questo lo sapevamo!

              Premesso che lfartista Chianese, sensibile indagatore del nuovo, sempre nelle avanguardie della ricerca innovativa per la creazione di nuove forme estetiche, alla base della sua arte, ha la conoscenza, lo studio, la ricerca. La sua costante ed approfondita ricerca, lo ha portato a sperimentare lfelemento fuoco, sacro dramma che se ci assale ci invade, che viene pero' da lui domato e utilizzato per fini prettamente artistici. Non si sta parlando di magia o di fatti e cose misteriose! Questa e' una visione nuova e rivelatrice! Indispensabile alleato per la realizzazione delle opere. Chianese si avvale del fuoco con il quale crea e realizza su supporti di legno disegni densamente artistici, unici per il suo genere. Lfartista, dunque, domina con padronanza gse così si puo' direh il fuoco-calore, che viene da lui mirabilmente proiettato sulla glastrah di legno. Attraverso una procedura particolarmente raffinata e ben elaborata e supportata da una solida base tecnica, fatta di accurati studi e di grande ricerca, ha realizzato opere di alto spessore artistico.  La costruzione della sua arte passa attraverso il braccio allenato dellfartista, che impugna una sorgente da cui scaturisce la fiamma produttrice di visione e di pensieri. Tutto questo pero' non basta per realizzare unfopera. Per raggiungere la perfezione, interviene uno dei sensi più importanti dellfessere: lfudito. Questo e' uno degli elementi primari per lfelaborazione e la costruzione delle sue opere.  Infatti, durante il processo di realizzazione dellfopera, lforecchio di Chianese avverte dei lievi rumori che gli fanno capire quando e' il momento di interrompere la fonte di calore o di proseguire nella realizzazione dellfopera. Tutto questo, dunque, determina che la sua arte e' innovativa perche' costruita su oscillazioni di fonti di calore e lievi fluttuazioni di rumori, senza che lfopera possa essere toccata dalla materia.

              Altro componente importante per la perfetta realizzazione delle opere del maestro Chianese, e' il suo braccio che muove senza che lfavambraccio si giri con esso. Questo serve affinché la sua persona resti immobile. Se il suo corpo si dovesse muovere, lfopera si potrebbe irrimediabilmente bruciare e rovinare. Si deve senzfaltro parlare di braccio allenato, che prende le sembianze di un pennello da cui parte una sorgente di fuoco. Il suo occhio, aiutato dal pensiero e dalla gestualità, fissa le forme, dando maggiore o minore intensità alla fiamma, creando lfopera. Qui sta la vera magia dellfarte del maestro Vincenzo Chianese! Un artista straordinario, dunque! Ef un maestro dfarte che ha saputo fondere, lesperienza, la ricerca, la gestualita', i rumori provenienti della fonte di calore, per modellare il pensiero e forgiare il legno che deve essere particolarmente tenero, preposto a lasciarsi lavorare.

              Scaturiscono quindi paesaggi, visioni di aspetti della campagna, il mondo animale, ritratti, o solamente macchie dai contenuti che ci fanno pensare, riflettere. Il Maestro Chianese, pertanto, genera con la fantasia le visioni del passato, del presente e del futuro, ciò che la nostra mente elabora o vuole vedere.

                                                                                                        Walter Venanzio

         

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

  Conferimenti e ultime mostre:
 
 

- 2007 dicembre: su invito partecipa alla terza Biennale di Pero. In quella occasione gli viene assegnato il Gran Conferimento "Premio Biennale"
- Sempre nel 2007 ottiene il primo premio per un'Opera Particolare presso l'Accademia Italiana del Ter-zo Millennio.
- 2008: mostra presso la Sala dell'Affresco a Cesano Boscone dove gli viene conferito il primo premio "Europa Unita".
- Nell'aprile dello stesso anno viene inserito nel catalogo d'arte "L'Esagono".